venerdì 12 febbraio 2016

Er pomata

Dopo aver dato un precedente avviso di chiusura, entro nella sala pc della biblioteca. Non è rimasto nessuno tranne un ragazzo tra i venticinque e i trent'anni.

IO: La biblioteca è in chiusura.
ER POMATA [con tono formale di contrattazione]: Non possiamo restare ancora un po'?
IO: Ho già dato l'avviso di chiusura dieci minuti fa ...
ER POMATA [con tono conclusivo]: Facciamo ancora cinque minuti.
IO [Più conclusivo]: Mi spiace, chiudiamo ora.


Mi accorgo che, pur stando seduto a un pc fisso della biblioteca, ha con sé la borsa di un computer. 

IO: Tra l'altro hai portato una borsa.
ER POMATA: Sì ...
IO: Non si può.
ER POMATA: Ma è la borsa del computer.
IO: Non importa, devono restare negli armadietti come tutte le altre borse.
ER POMATA: Come sarebbe? Ma è impossibile. A me serve.
IO: È così impossibile che tutti gli altri utenti lo fanno. Quindi la prossima volta andrà lasciata negli armadietti prima dell'ingresso.
ER POMATA: Ma non è possibile, ma dove sta scritto che la borsa non può entrare?
IO: Sul regolamento.
ER POMATA: Il regolamento?? Ma che regolamento è? Ma chi l'ha scritto?
IO: Come "che regolamento è"? È il regolamento della biblioteca ed è stato redatto dalla direzione. Peraltro questa limitazione viene sempre dichiarata dal personale al momento dell'iscrizione.
ER POMATA: È incredibile, non capisco ...
IO: ... Davvero tu non capisci perché una biblioteca possa decidere di non far entrare le borse? Te lo devo spiegare davvero?
ER POMATA: Sì.
IO: Magari perché qualcuno potrebbe tentare di usarle per portarsi via dei libri!
ER POMATA [trasecola]: Dei libri??
IO: ...
ER POMATA [sbottando]: Ma a me non interessano i libri!!!
IO: E a noi non interessa che cosa a te interessi o meno, le borse non entrano.

Raccoglie le sue cose e se ne va indignato e offeso.
ER POMATA [borbottando]: Che me ne faccio io dei libri??

Prima di uscire dalla stanza spengo i computer del pubblico. 
Quando mi avvicino a quello che stava usando Er Pomata, sul monitor vedo il browser con aperto un sito di scommesse online.

giovedì 19 novembre 2015

Il cervello a passeggio (La Mitomane, atto XI)

"Quei due abbracciati
sulla riva del Reno a Gothlieben
potevamo essere anche tu ed io,
ma noi due non passeggeremo mai più
su nessuna riva abbracciati.
Vieni, passeggiamo almeno in questa poesia"
Izet Sarajlić


LAPAZZA: La settimana scorsa la mitomane è arrivata in lacrime.
IO: Povera! E perché?
LAPAZZA: Aveva chiesto a Saviano come mai lui va in giro per conferenze ovunque ma mai dove vive lei e se aveva paura di compromettersi.
IO: Beh oddio, da giornalista famoso e intellettuale di riferimento [ohinoi] a farsi sgamare con la mitomane ... anch'io avrei paura di compromettermi.
LAPAZZA: Il giorno dopo lui ha riportato una poesia su facebook dedicata a due innamorati di Sarajevo. Questi due non potevano rivedersi più per via della guerra. E lei l'ha interpretato come un messaggio diretto a lei e ha fatto una tragedia.
IO: Ahahah favoloso!
LAPAZZA: Tra l'altro continua imperterrita a dire che lui non vuole mollarla e cerca di tenerla legata in qualche modo a sé perché lei gli fa comodo e lo dimostrerebbe facendo tutto quello che lei dice.
IO: Verrà fuori che Gomorra l'ha scritto lei?

mercoledì 7 ottobre 2015

Non aprite quella porta

Questa non ve la spiego. E se la capite non ve lo dico.
Sappiate solo che NON è una supercazzola.

Al bancone della biblioteca.
UTENTE: Mi scusi, sa mica dov'è la stanza del ghiaccio?
IO: Certo, è la seconda porta a destra.

lunedì 13 luglio 2015

Lo so, ritornerai (La Mitomane, atto X)

LAPAZZA: La Mitomane è tornata da Saviano.
IO: Ah, benissimo. Come è andata?
LAPAZZA: Lui non l'ha ricevuta. 
IO: Ahah! Ma ha ammesso che si trovava in uno studio televisivo e che lui è una persona famosa?
LAPAZZA: No, figuriamoci, è stata vaga come sempre, ha detto che era un evento pubblico. Ed era molto pessimista «Non mi vuol più vedere, mi ha dato buca ... uno è venuto lì dicendo che non si poteva avvicinare nessuno. Quando ho girato l'angolo gli ho sentito dire "Mi sembra una brava ragazza". Il mio amico deve avergli mandato qualcosa». Ho interpretato che ha chiesto a qualcuno dello staff del programma o magari della scorta di poterci parlare ma la risposta è stata negativa. 
IO: E il suo amico chi sarebbe?
LAPAZZA: Credo proprio che sia quello che le ha fatto fare il calendario.
IO: ?
LAPAZZA: Si è messa in testa che quello abbia fatto sapere a Saviano del calendario, anzi glielo avrebbe proprio spedito! In pratica secondo lei ora lui la considera una poco di buono.
IO: Immaginati la scena di Saviano che guarda sul calendario le tette di questa sgallettata!

Dopo una mezz'ora arriva in persona al bancone. Si mettono a chiacchierare del più e del meno, poi a un certo punto mi accorgo che sono tornate sull'argomento, allungo l'orecchio e sento bisbigliare.

MITOMANE: Io mi sono presentata, mi hanno chiesto nome e cognome ma io il cognome non l'ho voluto dare, tanto lui lo sa.
LAPAZZA: Vabbè, ma perché non l'hai dato? Che problema c'è?
MITOMANE: E se poi lo usano per farmi del male?*
LAPAZZA: Ma che male ti devono fare, scusa?
MITOMANE: Non lo so, comunque non importa più. Lui non mi vuole vedere.
LAPAZZA: Non esagerare, magari era impossibilitato per qualche motivo.
MITOMANE: Adesso userà le mie poesie che gli ho dedicato per fare soldi?

IO: (Non credo, tesoro)

NDR: Nel linguaggio della Mitomane un esempio di farle del male è diffondere la notizia che aveva pubblicato un calendario con le tette al vento.

mercoledì 20 maggio 2015

Anancasmo (ovvero Il geometra)

Ai bei tempi anche Lapazza lo faceva. Lei si limitava a cosucce di poca importanza. Evitava di salire sui tombini del giardino mentre camminava, non voleva toccare i volumi la cui collocazione contiene il numero 28 e si teneva lontana da una certa porta al momento della chiusura della biblioteca. Bazzecole insomma a cui si poteva anche non dar peso o non far caso.
Tutto ciò è imparagonabile con la sfrontatezza del Geometra.

Il Geometra frequenta da almeno una decina d'anni la nostra biblioteca ed è stato quindi avvistato spesso in azione. Personalmente mi è però capitato una volta sola; lo vidi all'esterno di un'altra biblioteca, si era posizionato all'incrocio tra due vie e rivolto verso l'angolo dell'edificio faceva dei piccoli gesti con entrambe le mani. 
L'interpretazione che mi è parsa più plausibile è quella de Lapazza. Lei, per empatia, per la personale esperienza del fenomeno e avendo avuto modo di studiare con attenzione il soggetto, sostiene che l'ossessione compulsiva del Geometra, nei momenti peggiori lo costringe, per uscire dallo stato di ansia in cui precipita, a misurazioni di estrema precisione nelle quali trova un momento di rassicurazione. Fermo davanti al muro, con gli indici e i pollici a 90°, pone le mani una accanto all'altra per formare dei rettangoli di varia misura che si ingrandiscono o rimpiccioliscono all'allontanarsi o avvicinarsi delle mani. Queste operazioni possono essere svolte in qualsiasi momento della giornata e nei luoghi più disparati della biblioteca, anche quelli di continuo transito di utenti del quale lui, impegnatissimo, non si cura minimamente continuando le sue operazioni finché non si sente soddisfatto del risultato conseguito.
Secondo la descrizione fornitaci da un nostro prestigioso utente, i movimenti del Geometra corrisponderebbero invece a una sorta di esorcismo o di benedizione, qualcosa comunque nell'ambito del sacro. L'utente ci riferisce di aver visto una volta il soggetto muoversi per la sala di lettura mentre, dando le spalle agli altri lettori e rivolto verso gli scaffali alla parete, benediceva gli scaffali stessi o forse i singoli libri che ospitano. Secondo la nostra fonte il soggetto proseguì il suo esorcismo fino a completare tutte le pareti della sala di lettura e impiegando ben quaranta minuti per terminare il rito.

Chissà, magari noi lo sfottiamo e lui invece ha cacciato il maligno dalla biblioteca!

giovedì 30 aprile 2015

Rain customer

UTENTE: Buongiorno, volevo sapere se mi avete spedito l'articolo che avevo chiesto l'altra mattina.
COLLEGA: Sì, mi ricordo, avevo inviato il file in giornata.
UTENTE: Non mi è arrivato. Mi sono accorto che non riesco più a comunicare dalla mia casella di posta.
COLLEGA: Controllo di aver inviato all'indirizzo giusto. Che provider utilizza?
UTENTE: Autistici.
COLLEGA: ...

martedì 17 marzo 2015

Cinquanta sfumature di mistero (Pasticca, atto II)

LAPAZZA: Prima è passato Pasticca al banco del prestito e mi ha parlato della sua ex! Una storia che non t'immagini neanche.
IO: Non che da lui mi attenda qualcosa di normale.
LAPAZZA: Ha detto che lei faceva l'amore solo in pubblico!
IO: ??? Andiamo bene. Già sarebbe pesante "in pubblico" ... ma "SOLO in pubblico" è micidiale. Voglio dire ... ci sono anche delle difficoltà logistiche. Vuol dire che per lo più vai di mano.
LAPAZZA: Ha detto ci dovevano essere almeno due persone a guardare.
IO: Vabbè dai quante storie ... è un pubblico ristretto, già m'immaginavo il Madison Square Garden!
LAPAZZA: Ha detto anche che questa tipa era una "fascistona".
IO: Non so che relazione ci possa essere con il farlo in pubblico ma aggiunge ulteriore colore alla faccenda. Oltretutto lui non è comunista?
LAPAZZA: Sì infatti! Sarà una specie di punizione politica?
IO: Ahah può darsi! O forse volevano materializzare il vecchio concetto degli opposti estremismi che finiscono per unirsi!
LAPAZZA: Ma il meglio è che dopo avermi fatto sto racconto ha commentato dicendomi le sue riflessioni a distanza di tempo. Secondo lui al giorno d'oggi "il sesso è svalutato" e i musulmani "forse fanno bene a imporre il burka perché aiuta a preservare il mistero".
IO: Certo che tra farlo in pubblico e mettere il burka ci sarebbero in mezzo un po' di sfumature.

martedì 24 febbraio 2015

Rien de vous (La mitomane, atto IX)



ANAMNESI
IO: Allora come è andato l'incontro della mitomane con Saviano?
LAPAZZA: Non è andato. Lei ha sbagliato giorno.
IO: Non ci posso credere.
LAPAZZA: Dice che è stata due giorni in questo posto che immagino sia Torino ma lui non c'era e ci sarà la prossima settimana.
IO: Cioè di nuovo in concomitanza con la trasmissione. Via, è assodato che il rendez-vous è nel corso della trasmissione televisiva. Speriamo che le faccian bene le perquisizioni all'ingresso! Ma ora ci tornerà?
LAPAZZA: Sì, certo. Tornerà là. Io le ho detto di cercarlo nell'albergo di lui.
IO: Istigazione a delinquere. Vediamo su google … wikipedia … al massimo 5 anni. Se stai sotto i 3 hai la condizionale, altrimenti puoi comunque sperare negli sconti di pena per buona condotta. Ma a parte gli aspetti legali … Ma com'è possibile che non si siano capiti sulla data?
LAPAZZA: Secondo me si erano capiti, la trasmissione c'è stata. Solo che non l'hanno fatta entrare. In ogni caso c'è il fatto che lui non le parla mai direttamente.
IO: Ah no?
LAPAZZA: No, lei gli scrive ma lui risponde solo tramite messaggi criptati.
IO: Ah ecco. Benissimo.
LAPAZZA: Perché a lui gli impediscono di mandare messaggi diretti. Quindi può solo scrivere messaggi sulla bacheca di facebook che lei possa interpretare.
IO: Ah ecco, criptati vorrebbe dire questo? Ma poi scusa cosa c'è da criptare, le date della trasmissione non sono mica segrete!
LAPAZZA: Sì, criptate vuol dir questo. Chissà, magari non si è informata bene e invece che data ha sbagliato città!
IO: Ma soprattutto … chi mai sarebbe a impedirgli di parlare direttamente con lei?
LAPAZZA: Eh, bella domanda. Lei mi ha detto “Noi comunichiamo così, lui mi manda messaggi criptati perché non possiamo comunicare via mail, a lui viene impedito di farlo ...”. Io credo che siano gli uomini della sua scorta o comunque quelli che si occupano della sua incolumità.
IO: O semplicemente chi lo aiuta nella gestione del profilo facebook. Comunque non c'è dubbio che se lo tengono lontano da lei in qualche modo lo proteggono.
LAPAZZA: Lei dice comunque che lui è innamorato di lei ed anzi le ha detto "non c'è niente da temere, c'è solo da capire", l'ha rassicurata insomma ...
IO: Un po' sibillina come rassicurazione!
LAPAZZA: e ha aggiunto “Intanto almeno ho visto dove devo andare la settimana prossima”.
IO: Avrei un suggerimento anche per dove andare subito.


DIAGNOSI
La caratteristica principale della sindrome di de Clérambault è una fissazione amorosa. Il paziente è convinto che un altro individuo, con il quale ha avuto pochissimi o inesistenti contatti, sia innamorato di lui. […] Il soggetto è in genere (ma non sempre) femminile, mentre l'oggetto spesso occupa una posizione sociale più elevata o rispettata. Anzi, l'oggetto può essere addirittura un personaggio pubblico o una celebrità di qualche tipo. Quasi invariabilmente, il soggetto è convinto che sia stato l'oggetto a innamorarsi e dichiararsi per primo, ma la natura di tale dichiarazione sarebbe troppo sottile perché gli altri possano coglierla, oppure prenderebbe la forma di un messaggio cifrato che soltanto il soggetto può comprendere.

[…] Se soggetto e oggetto non si conoscono, per esempio se l'oggetto è una celebrità, è probabile che il soggetto riconosca messaggi cifrati nei media e una semplice fotografia dell'oggetto può racchiudere ai suoi occhi una serie di messaggi in codice. In quel caso l'oggetto starà indossando un particolare fermacravatta o una certa spilla per comunicare il suo amore incessante per il soggetto. […]
(Tratto da "Pazzi d'amore. L'amore come malattia mentale" di Frank Tallis)

lunedì 26 gennaio 2015

Extension e vesti stracciate (La mitomane, atto VIII)



Questa è vecchia, risale al tempo dell'ultima trasmissione televisiva di Saviano insieme a Fazio ma non può essere taciuta.


LAPAZZA: Non sai che ha fatto la mitomane l'altro giorno. Meno male non c'era quasi nessuno in sala lettura. È entrata con una faccia tristissima e appena le ho chiesto cosa aveva si è messa a piangere. E poi ha degenerato, si tirava i vestiti. Una scena.
IO: In che senso? Si stracciava le vesti?
LAPAZZA: Sì. E batteva i piedi per terra. Poi ha iniziato a battere le mani nel muro. Si è messa a dire:È uno stronzo, sta con un'altra, è un bastardo, sta facendo i soldi con le mie idee.
IO: Saviano fa i soldi con le idee di lei? Andiamo bene, anzi benissimo!
LAPAZZA: E a un certo punto si è girata verso un utente dicendogliTu che cazzo vuoi?" Ma questo, poveretto, si stava facendo i fatti suoi. E poi mi ha raccontato. Ha detto che lui, Saviano, sta collaborando con una tipa e che hanno postato un video su facebook con lei che “lo guarda che sembra stia per arrivare all'orgasmo”. Poi dice che lui l'ha rassicurata ma lei era lì che piangeva lo stesso e intanto diceva “ma io insieme a un uomo così non ci voglio stare perché l'uomo devo essere io che lo schiaccio sotto i piedi. Proprio così, testuali parole.
IO: Vorrebbe far quello che ai Casalesi non è riuscito.
LAPAZZA: Io ho cercato di calmarla ma c'è voluto un sacco. Ho provato a dirle che probabilmente l'ha fatto apposta per farla ingelosire.
IO: … Tu sei più stronza di me ...
LAPAZZA: No dai, nel senso che non c'è niente con questa altra tipa. Comunque non ha funzionato, è andata avanti mezz'ora con questa storia. Poi si è calmata e ha detto che anche Saviano le ha dato le sue rassicurazioni. Anzi, ha aggiunto: “Le cose che mi ha scritto sono inequivocabili, solo che io voglio altre rassicurazioni ancora". Io poi sono andata in rete e ovviamente ho trovato un video di Saviano con una tipa che fa la pubblicità alla trasmissione nuova che sta per fare. Ma la cosa fondamentale è che ... lo deve vedere domenica! 
IO:  Lunedì sai che risate ci facciamo?
LAPAZZA: Al solito non ha detto come e dove ma sabato o domenica parte appunto la trasmissione di Saviano
IO: Non sarà che Saviano mi fa la fine di John Lennon?
LAPAZZA: Si è comprata anche tre extensions di capelli a 80 euro l'uno! Ti rendi conto?
IO: La miseria! Ottanta l'uno? Non conosco i prezzi ma che sono, crini di unicorno? Ma poi lei ha già i capelli lunghi, cosa sta a comprarne degli altri? A parte che avere in testa i capelli di chissà chi … Mah.
LAPAZZA: Non solo, è anche andata da un truccatore professionista
IO: Dieci giorni prima dell'appuntamento?
LAPAZZA: Eh sì, per fare le prove, vedere come stava e capire anche come fare da sola ...
IO: Certo che Saviano una bottarella gliela potrebbe anche dare.

giovedì 4 dicembre 2014

Digital born generation


Al pc degli utenti insieme ad una ragazza sui vent'anni.

COLLEGA: ... e ora che hai salvato l'articolo in PDF sul desktop puoi salvarlo sulla tua pennina USB.
UTENTE: Ah. Ma ... come si fa?

martedì 14 ottobre 2014

L'ermeneutica dell'armadietto

Arriva un tizio al banco del prestito. Espressione concentrata e mimica facciale intensa volta a comunicare un poderoso sforzo intellettivo in corso.

UTENTE: Sugli armadietti per le borse c'è attaccato un foglio con scritto ... “NON USARE”. [Aumentando il pathos e strizzando gli occhi] ... Che cosa significa?

lunedì 22 settembre 2014

Pulitzer prize (La mitomane, atto VII)

Uno degli aspetti più ridicoli della vicenda della mitomane è la sua ambizione di essere scrittrice. La manifestò un giorno improvvisamente. Poteva anche essere una vecchia passione ma viste le sue mail era ovvio che non si trattava di questo. Lo scopo era far colpo su Saviano e dimostrargli di essere degna di lui, di essere interessata e interessante e di avere una naturale inclinazione per la letteratura, come ovvio di taglio giornalistico. Cercò di capire se noi eravamo dei bravi scrittori a nostra volta per poterci eventualmente chieder dei pareri. Io non scrivevo alcunché dai tempi della tesi e glielo dissi subito sperando di arginarla ma lei non si arrese e continuò a propinare le sue trovate letterarie a me e soprattutto a Lapazza verso la quale non aveva remore.
Quando non le bastammo più si decise a compiere un balzo in avanti e si iscrisse ad un corso di scrittura creativa. A seguito di esso poté finalmente trovare le risorse interiori per iniziare a buttare su carta ciò che aveva dentro. E dopo poco mostrò alcuni brani dei suoi scritti a Lapazza. Questa, nonostante le sue stramberie, ha un discreto gusto estetico e rimaneva sconcertata dall'infimo livello di quel che leggeva. Tentava anche con qualche successo di limitare le peggiori cadute di stile.
LAPAZZA: Mi sono appuntata una parte del racconto che mi ha fatto leggere e che vuol presentare a un concorso letterario.
IO: Com'era?
LAPAZZA: Mah … Non ti dico niente … giudica te: “… Non mi ricordo quale fosse il motivo, forse la pasta scotta ma quella sera, le vene sulla sua fronte sporgevano minacciose, e mi colpì ripetutamente insultandomi […] le lacrime scendevano implacabili sulle mie guance mentre lui mi toglieva le mutandine e mi penetrava 1, 2 [scritto così in cifre arabe], infinite volte tenendomi la bocca chiusa con la mano e spingendomi la testa contro il muro. Adesso, su una sedia a rotelle, porterò questo messaggio a tutte le donne, di ribellarsi e denunciare questo tipo di abusi che affliggono tutte noi donne più deboli."
IO: Sedia a rotelle? O che uccellate ha preso 'sta qua?
LAPAZZA: Ma infatti questo gliel'ho fatto levare.
IO: Non doveviiiii! Sai che risate quelli della giuria!
LAPAZZA: Figurati, mi ha anche mostrato un foglio in cui dicono che sono onorati di avere il suo racconto e che vorrebbero averla nella prossima edizione del concorso.
IO: Ma il primo premio qual è? Una coppia d'uova?
LAPAZZA: Te ci scherzi, dovevi vedere lei come lo leggeva beata.
IO: Dai sù … sono lettere precompilate che mandano a tutti quanti. Ma ti pare? “Tutte noi donne più deboli”?

lunedì 1 settembre 2014

Lupara bianca

UTENTE: Buongiorno. Vorrei prendere in prestito questo volume. Una domanda però: posso portarlo in Sicilia?

lunedì 18 agosto 2014

La recherche

COLLEGA: [al telefono] Buongiorno, la chiamo per ricordarle che è scaduto il prestito della biografia di Beethoven dello Schindler. Un'altra persona ha chiesto di poterlo leggere.
UTENTE: Ah … mi scusi ma sono dovuto partire in fretta e il libro è rimasto nella copisteria “L'elitropia arricchita” dove l'avevo portato.
COLLEGA: Non poteva avvisarci? Il prestito intanto è scaduto e lei è escluso dal prestito finché non lo riporta. 
UTENTE: Non sarebbe così gentile da andarlo a ritirare lei presso la copisteria? Io finché non torno in città non potrò. Si parla di quasi un mese.
COLLEGA: …

Mossa da ineccepibile deontologia e senso della missione, la collega si dirige in copisteria.

***
Cartello affisso alla copisteria: “Siamo in ferie. I gentili clienti possono ritirare il loro materiale presso il bar “Abù Nidal”.

***
Al bar.
COLLEGA: Buongiorno. Senta, tra i libri lasciati dalla copisteria ci dovrebbe essere la biografia di Beethoven dello Schindler. Dovrei ritirarla.
BARISTA: Mi faccia controllare. No guardi, non c'è. Però tenga presente che qui teniamo le cose che erano rimaste in sospeso, ancora da fotocopiare. I testi pronti che devono solo essere ritirati può trovarli qui accanto all'osteria “La fragranza del fagiano”.
COLLEGA: (Ma perchééééé???)

***
In osteria.
COLLEGA: Buongiorno, vengo dal bar  qui accanto. Dovrei ritirare la biografia di Beethoven lasciata alla copisteria.
OSTE: Ah sì. Un attimo … Sì, ecco il libro e le fotocopie. Mi hanno chiesto di ritirare l'ammontare delle copie, fanno 6 euro e 50 centesimi.
COLLEGA: No, guardi, non sono per me, io lavoro presso la biblioteca in cui è stato preso in prestito. Io devo ritirare il libro per metterlo a disposizione di altre persone che l'hanno richiesto. 
OSTE: Sì ma a me han detto di farmele pagare le fotocopie.
COLLEGA: Certo, ma io prendo solo il libro. Chi ha chiesto le fotocopie verrà poi a ritirar quelle e le pagherà lui.
OSTE: [sospettoso] Mah … sarà come dice lei.

giovedì 31 luglio 2014

La biblioteca agra

Driiiiiin! Driiiiiin!
Collega: Pronto, biblioteca!
Cittadino inconsapevole: Pronto, buongiorno. Vorrei sapere se potete aiutarmi, si tratta di un regalo.
Collega: Emh ...
Cittadino inconsapevole: Sto cercando la Carta dell'antichità dell'Agro romano, me la potete vendere?

lunedì 14 luglio 2014

Mr. Case ed io (Fenomenologia del segnalibro)

"Non appena ebbe richiuso il mastodontico dizionario si rese conto con una fitta al cuore di avervi lasciato sepolta , da qualche parte, la scheda con gli appunti che aveva tenuto in mano fino a quel momento [...] il soave Mr. Case, uno smilzo bibliotecario dalla faccia rosea con morbidi capelli bianchi e farfallino, si avvicinò senza fretta, afferrò il colosso a entrambe le estremità, lo rovesciò e lo scosse leggermente, al che quello lasciò cadere un pettine da taschino, un biglietto di auguri natalizio, gli appunti di Pnin, e un trasparente fantasma di carta velina [...]" (da Pnin di Vladimir Nabokov)

Segnalibri da noi rinvenuti all'interno dei volumi restituiti:
una striscia di ben 8 fototessera di un individuo veramente brutto;
una margherita; 
il confuso sfogo sessuale di un'utente di cui ricordiamo solo la memorabile frase "sono una donna coi peli, che male c'è?"; 
lo scontrino di una funivia di Gressan; 
una carta d'identità; 
un pettine (!!!); 
una lunga dichiarazione d'amore andata purtroppo perduta; 
una multa in polacco; 
una graffetta con foglio bianco esterno a fare da involucro e contenente un mazzo con franchi svizzeri (una banconota da 10, una da 20 e una da 50) e sterline (una banconota da 5, quattro da 10 e una da 20); 
un foglietto con su scritto il seguente appunto:
"lubrico 
che è così liscio da far scivolare
indecente-impudico-osceno-lascivo
lubricamente
memoria lubrica=fallace-labile".

lunedì 30 giugno 2014

Scelte di vita (La mitomane, atto VI)

MITOMANE: Ti volevo fare una domanda. Secondo te è meglio vivere a Milano o a Roma?
IO: ? (Evviva le domande intelligenti) Non lo so. Bisognerebbe aver vissuto in entrambe per poterlo dire. Certo, Roma è molto più bella.
MITOMANE: Sì ma magari Roma ha un ambiente culturale chiuso.
IO: Boh, non saprei, ma non credo che userei questo criterio per scegliere!
MITOMANE: Non credi che sia una città dove è più difficile arrivare in certi contesti?
IO: Che significa?
MITOMANE: Che Milano è più cosmopolita e che può capitare di conoscere e parlare con delle personalità più facilmente.
IO: Non saprei, io a Milano ho parlato solo con un'amica e un paio di persone al Conchetta.
MITOMANE: A Roma è difficile entrare in contatto con i circoli letterari.
IO: Mmm può darsi. Ma sai, mi limito a leggere ogni tanto un libro, non è che mi interessi avere a che fare con chi li scrive. Anche perché di solito sono autori morti da qualche decennio quindi anzi, preferisco decisamente non avere a che fare con loro.
MITOMANE: Sì, però è un peccato che sia quasi impossibile arrivare a conoscere gli intellettuali, a poterci parlare.
IO: Ma ci tieni particolarmente a parlare con gli intellettuali?
MITOMANE: No ... però è brutto che sia una possibilità chiusa.
IO: Scusa, ma chi vuoi conoscere? 
MITOMANE: Ma nooo, nessunoooo.

E soprattutto ... ma chi te s'encula?

mercoledì 11 giugno 2014

Pasticca

Pasticca è un utente storico della biblioteca. Di età imprecisata, ha sempre esibito una grande aderenza al suo soprannome: il suo fisico è a forma di pasticca. Anche la faccia che, oltre ad esser tonda, è insolitamente giallognola. Ma soprattutto si comporta come può fare un consumatore abituale di anfetamine.
Per esempio parla a una velocità smodata. Poco tempo fa mi è comparso davanti dopo due anni che non lo vedevo e ha iniziato uno sproloquio al quale io non ho potuto rispondere niente. Ho tanto desiderato un registratore però sono riuscito a rimettere insieme i pezzi in modo, credo, molto simile all'originale. Lo conosco da tanto, è vero, ma tenete presente che
1) non siamo mai stati né amici né in confidenza
2) ha esordito esprimendosi con lo stesso tono che avrebbe usato se mi avesse visto il giorno prima
3) tranne il mio orientamento politico, nella sua orazione non c'era NESSUN riferimento ad opinioni o fatti da me conosciuti o che avessimo anche minimamente sfiorato in discorsi precedenti
4) Non ho specifiche competenze che possano giustificare la richiesta che mi ha fatto

PASTICCA: Ciao come stai? Ti volevo chiedere una cosa. Ti dovrebbe interessare visto che sei un compagno … Posso darti del compagno vero? [mentre annuisco titubante mi fa il pugno chiuso e io sempre riluttante glielo rifaccio perché è più forte di me]. Sai, io ci tengo a poterti chiamare compagno. Ti dicevo che noi abbiamo questo libro [noi chi?] che nei prossimi giorni ti vorrei portare [e che ci faccio?], se mi puoi lasciare un numero di telefono [PERICOLO-PERICOLO] così vediamo un attimo [vediamo cosa?]. Io credo che tu sia sensibile all'argomento perché sei un compagno [aridaje] e poi anche la tua città è stata bombardata durante la guerra e ha subito danni pesantissimi, una tragedia incredibile, quartieri devastati, morti ed anche la mia città ha avuto dei bombardamenti micidiali, un disastro totale. Anche i paesi intorno sono stati colpiti, i paesi dove abitavano le famiglie di mio padre e mia madre; loro hanno patito la fame e la guerra l'han vista bene, mio padre se la ricorda benissimo ma anche mia madre perché il fronte si fermò proprio vicino ai loro paesi e quando si fermò fu la fame, loro se lo ricordano bene, del resto quando la linea di un fronte si ferma, le tragedie rimangono poi scolpite nella memoria; anche i CCCP fecero un disco su questo, si chiamava Linea Gotica [erano i CSI], dai Goti perché in passato nelle stesse zone anche i Goti avevano fatto una linea difensiva [ah sì?]. Da noi a tenere il fronte c'era un carro armato da solo che girava in su e giù [sì ma anche a me sta iniziando a girare il carro]. E quindi potremmo dare visibilità a questo libro [tonfa] e vedere per una presentazione pubblica [mica la fai te???] con qualcuna delle persone intervistate, è un libro di ricordi della guerra con testimonianze orali soprattutto, un libro tenero per certi versi anche se l'argomento è duro e quindi noi ci teniamo [ma noi CHI???] che queste memorie siano conosciute e anzi se puoi indicarmi anche altre persone interessate [ma a cosa?] ti prego di farlo. L'associazione Amerigo Bruglioli [o chi è?] ha lavorato bene, siamo in attivo sui costi, sai la stampa del libro, trattandosi di associazione, è costata poco, due euro a copia; con trecento copie vendute abbiamo già quasi coperto i costi e considera che ne avevamo stampate un totale di 1500 [le hai nel garage e non sai come sbarazzartene, vero?] e ora dobbiamo solo farlo conoscere. Potremmo allora fare che ti porto una copia direttamente qui [porca miseria non c'è scampo] così mi dici cosa ne pensi e vediamo un po' [io non voglio vedere nienteeee]. Grazie, compagno, a presto!
IO: Prego.

***

Voi l'avete più visto? Io per fortuna no!

PS: Ma come mai escono sempre fuori i CCCP?

lunedì 30 settembre 2013

To the library help desk




First question: You British … Why do you carry on carpeting your bathrooms?

Second question: How can you be sure they were cases of masturbation?

martedì 17 settembre 2013

Fun damentalismo. Palestine, Texas

Come ogni bibliotecario sa, i nostri luoghi di lavoro ricevono, più o meno frequentemente, del materiale in omaggio, a mano o via posta.
Nelle immagini sottostanti (cliccare per ingrandire) ecco quel che è arrivato in questo periodo, probabilmente in molte biblioteche italiane.

Si parte con la busta. E già con questa ci si fanno diverse domande. Il mittente è la sedicente Chiesa Fondamentalista di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni. Gli adepti hanno probabilmente speso buona parte delle loro capacità cognitive nel tentativo di imparare il nome della loro religione. Che poi uno si domanda come facciano questi a darsi dei “fondamentalisti” da soli. Stupenda la scritta centrale, minacciosissima.



A seguire il testo principale dove, tra le altre cose si scopre che Gesù Cristo si occupa di geopolitica. Io ero rimasto alla Galilea e la Samaria ma qui leggo di Turchia, Mar Mediterraneo, Mar Nero, Stati Uniti e quant'altro.
Un po' vorrei commentarne la grammatica e il contenuto ma non lo farò. Meglio gustarlo e meditare, ciascuno immerso nella propria coscienza, in attesa dell'inevitabile illuminazione.








Ma tutto ciò … non è un omaggio.
È UNA PROPOSTA D'ACQUISTO!

lunedì 22 luglio 2013

Questione di stile (La mitomane, atto V)

Poco prima di individuare che l'uomo misterioso era Saviano, la mitomane iniziò a tormentarci chiedendo consigli su cosa scrivere al suo amato nelle mail che lei gli inviava. Ecco un esempio dei brillanti concetti che gli esponeva e di quel che mi toccava sentire.
MITOMANE: È meglio direHo visto la luna in cielooppureHo visto la luna nel cielo?
IO: Beh direi che più o meno è uguale … vedi te cosa ti suona meglio.
MITOMANE: Sì ma cosa è meglio?
IO: Ma non direi che una delle due è oggettivamente meglio dell'altra, secondo me bisogna fidarsi del proprio orecchio e scrivere come ci viene.
MITOMANE: Sì ma te cosa scriveresti?
IO: Non lo so.
Posso assicurare che è davvero imbarazzante affrontare questo tipo di conversazione, in una biblioteca oltretutto. Ci si può divertire a fare qualche speculazione sulla differenza tra le due preposizioni ma lei era quanto di più lontano da questo livello ed io reagivo così per scoraggiarla. Dopo la prima di queste domandine andò avanti imperterrita a propinarci ogni giorno una sequela di questioni, le più sceme, sulle forme migliori da adottare per scrivere in bello stile. Le domande erano in realtà di due tipi. Al primo tipo appartiene quella di cui sopra che classificherei come domanda inutile su forme equivalenti. Erano quelle più raffinate. Al secondo tipo appartenevano invece le domande su concetti opposti.
MITOMANE: È meglio dire:È come se tu mi illuminassioÈ come se io ti illuminassi”?
IO: Ma tu … cosa vuoi dire?
MITOMANE: Lascia perdere cosa voglio dire … cosa è meglio?
IO: …
Queste seconde le proponeva nei momenti più disperati quando calavano le sue difese e si disperdevano le ultime briciole di autocritica e di pudore. Fossilizzata nella ricerca dell'estetica si avvitava su questioni minime, cercava la frase più bella a prescindere dal significato che portava ma entrambe le soluzioni selezionate (sempre immancabilmente due) erano di scarsissimo livello, sciatte nella forma e ridicole nel contenuto. Sembravano i pensierini che ci facevano scrivere da piccoli alle scuole elementari. Alla fine le frasi scelte andavano a integrare queste mail che poi leggeva e rileggeva incessantemente per giorni prima di spedirle al povero Roberto al quale va la mia incondizionata solidarietà.

Mica per le minacce dei casalesi!